Jòta con la polenta

Tenete i fagioli a bagno una notte. Il giorno dopo riempite d’acqua una casseruola, aggiungete l’aglio, due foglie di salvia, le cotenne se piacciono, un pizzico di sale, infine i fagioli, cuocete per circa 2 ore e 30 minuti, ritirateli, sgocciolateli e teneteli da parte.  Nel frattempo riempite d’acqua una casseruola, aggiungete le foglie di alloro, un cucchiaino di cumino, un pizzico di sale, ponete sul fuoco e lessatevi i cavoli cappucci divisi in quattro parti ritirandoli appena l’acqua arriva al bollore. Sgocciolateli e tritateli grossolanamente oppure tagliateli a listarelle di un centimetro. In una larga casseruola scaldate un bicchiere d’olio, cospargetevi la farina bianca, mescolate velocemente e, quando la farina è diventata color nocciola scuro, aggiungete i cavoli e, dopo alcuni minuti, i fagioli sgocciolati e circa un litro d’acqua. Portate a bollore, unite a pioggia la farina gialla, salate, pepate, mescolate, cuocete per circa 40 minuti o più. Ritirate, versate nella zuppiera o in singole ciotole e servite.

In alcuni ricettari regionali la ricetta porta il titolo di “jòta con il formenton”. Così nel passato i contadini del Nord definivano il granoturco, cereale a loro quasi sconosciuto perché importato dalle Americhe.

Ingredienti:

• 300 g di fagioli secchi

• 2 cavoli cappucci piccoli

• 60 g di farina gialla

• 20 g di farina

• bianca

• 2 cotenne di maiale (facoltative)

• 1 spicchio d’aglio

cumino

• alloro

salvia

• olio

• sale

pepe

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